I Bidoni del Comune

Postulato di Jacquin sui governi democratici: “La vita, la libertà e la proprietà di ogni uomo sono in pericolo quando il parlamento è riunito”.

Quando l’ arroganza del potere istituzionale disprezza la volontà dei cittadini, ciò che dovrebbe configurarsi come un pubblico servizio, diviene invece un disservizio.
Ne abbiamo l’ esempio, in quartiere Sacra Famiglia a Padova, con l’obbligo per i cittadini di aderire alla “raccolta differenziata”.

Si sa che la gente, durante le vacanze, pensa a tutt’ altro che a contestare. E’ così che in agosto, dopo l’ affissione a tradimento di sparuti volantini e la consegna di alcune istruzioni d’ uso, sono comparsi i famigerati bidoni:
- vetro:raccolta mensile,
- plastica-lattine o carta-cartone:raccolta quindicinale,
- secco-non-riciclabile:raccolta settimanale,
- organico: raccolta due volte la settimana.
A nulla sono servite le riunioni nelle quali i cittadini si dichiaravano in maggioranza contrari.

Fin qui niente di speciale. Quasi tutti differenziavamo già i rifiuti per tipo, andandoli a depositare, al bisogno, nei contenitori collettivi. La quotidiana passeggiatina igienica fino ai cassonetti, era per molti una piccola seccatura, ma anche una specie di rito serale.
Solo nei giorni di “pulizia a fondo” il viaggio contemplava il trasporto dei sacconi neri con dentro tutte le “scoasse” arretrate.


- Dov’ è il problema allora ?
- La risposta è nella negazione del concetto: “Al bisogno”.

Prima il servizio era disponibile a chiunque, in base alla necessità del momento. Ora viene effettuato saltuariamente ed i contenitori collettivi non ci sono più:
- “Se non puoi “conferire” (mettere fuori) il bidone la sera prima del giorno di prelievo, sono fatti tuoi”
- “Se hai un saccone delle pulizie straordinarie devi portarlo tu al centro ecologico”
E’ un concetto inaccettabile e assolutamente scorretto nei confronti di chi, le bollette, le paga comunque per intero.

C’ è dell’ altro:

In alcune zone del quartiere, non potendo eliminare i cassonetti, hanno avuto la pensata geniale di dotarli di chiusura elettronica. Beh, tanto per cambiare, gli sportelli sono troppo piccoli per far passare i normali sacchetti da pattumiere (quelli che si vendono in tutti i supermercati) e le “tessere”, che dovrebbero garantire l’ accesso, garantiscono soprattutto delle tremende arrabbiature per tutti i problemi che danno. Non pochi si vedono costretti a “mollare fuori” le immondizie .

Da ultimo, i residenti degli innumerevoli condomini, si sono visti accollare le spese per la realizzazione delle infami “isole ecologiche”, di costosissima realizzazione (migliaia di euro) e che pare nessuno abbia la minima intenzione di rimborsare.

Tutto per cambiare un sistema che funzionava in modo  soddisfacente.
Quando la prepotenza è “antifascista”…

Non c’ è che dire: ci hanno fatto il bidone!