La vispa Teresa

(Filastrocca di primavera)
La Vispa Teresa
Avea fra l' erbetta
A volo sorpresa
Gentil farfalletta
E tutta giuliva
Gridava a distesa
L' ho presa
L' ho presa
L' ho presa tra i fior.
Seduti al tavolo del bar, all' ombra della grande magnolia, ci concediamo un bicchier d' acqua e un caffè.
L' autunno della vita ha portato le rughe sul volto ed il candore a barba e capelli, ma questa primavera, un po' piovosa, ci delizia con il tepore del sole ed il rigoglio dell' erba e dei fiori.
Chiacchieriamo di cose poco importanti: il pranzo di ieri, qualche battuta sarcastica ed i tanti progetti che non andranno mai realizzati.
Allunghiamo le gambe sotto il tavolo e ci stiracchiamo un po' guardandoci attorno.
Una, due, tre... Vispe Terese camminano verso chissà quale meta. Sono lucide di giovinezza e vanno spedite, attraenti e statuarie nell' incedere elegante che profuma di morbidezza ed immortalità.
E' il teatro della vita. Gioielli e promesse di delizie, offerte pudicamente all' asta del "crescete e moltiplicatevi". Chissà chi sarà il fortunato.
Noi ricordiamo un abbraccio lontano nel tempo, una risata argentina, una carezza leggera.
Le vediamo allontanarsi con un pizzico di nostalgia. Anziani, a dieta per via dell' età, ci attribuiamo il privilegio di dare un' occhiata al menù...
