Memorie di Etchum, il drago.
"Etchum" (che si pronuncia come un secco sternuto) fu un drago alato che viveva nel paese di Altroquando. Malgrado l' aspetto bellicoso fu gentile, saggio ed anche un po' timido. Provava un' irresistibile attrazione per le Fatine. Soprattutto per quelle con i capelli ramati.
l' invidia della strega Kalamara, rifiutata a causa della chioma nero-cenere, lo colpì con un perfido incantesimo che lo faceva sternutire quando qualcuno si avvicinava troppo.
L' incantesimo lo condannò alla solitudine perchè tutti temevano le fiamme degli sternuti.
Etchum, si diede al pensiero filosofico. Pubblicò diversi saggi, ma rimase in disparte a meditare fino al giorno in cui la FataDiFuoco lo liberò dall' incantesimo ed insieme volarono sul Ponte dell' Arcobaleno.
Durante il suo esilio, Etchum scrisse un corposo volume di memorie che, disgraziatamente, andò a fuoco l' inverno in cui gli venne il raffreddore.
Questo è l' unico frammento che rimane delle sue riflessioni:
Nella notte dei tempi, in alto, così in alto che “un più in alto” non poteva nemmeno essere pensato, stava il Principio di Casualità.
Il suo regno era l' esistenza ed aveva il dominio sull' Universo e su tutte le entità che in esso dimoravano.
Alcune di loro pensavano fosse il Bene e gli attribuivano meriti e titoli di pregio.
Altre credevano fosse il Male, lo contrastavano ed insultavano.
Avevano tutte, almeno in parte, ragione. La Casualità, infatti, era in completa armonia con le regole del Tutto che, essendo il contenitore di ogni cosa, aveva in sé ciò che poteva essere chiamato bene e ciò che poteva essere chiamato male.
Proprio l' intero insieme di quello che la verità e l' immaginazione potevano contenere.
Per la Casualità (che d' ora in avanti chiameremo Caso) Il tempo e lo Spazio non esistevano. Poteva essere in ogni dove e in ogni quando senza le limitazioni del processo grossolano che noi chiamiamo movimento.
Il Caso ascoltava la musica della Luce, sentiva il respiro della materia oscura ed il soffio leggero dell' energia. A volte rimproverava i buchi neri quando essi si lasciavamo prendere la mano dal gioco e (Che indecenza!) si comportavano come canali di scolo.
La luce giocava danzando e rimbalzando fra pianeti e galassie ed il Caso era pazzamente innamorato del suo splendore.
Così avvenne che, per ammirare la Luce, Egli non distoglieva l' attenzione da ogni stella e da ogni pianeta perché la Luce viaggia così velocemente che può essere veduta solo nel momento in cui si accende o quando viene riflessa.
In questo stato di pura esistenza si verificò un evento estremamente raro. Sul terzo pianeta di una stella minore una scintillla di conosocenza fu lanciata come la freccia di un arco da guerra.
Era un dono da parte della Luce per il Caso. Ella aveva segretamente agitato oceani e pozzanghere con i suoi raggi gentili, mescolando e riscaldando e permettendo al gelo della notte di prendere dimora, per poi, ogni nuovo giorno riscaldare ancora.
In un “mentre” non misurabile (Il nome del tempo non era ancora mai stato pronunciato) i composti molecolari divennero più complessi, poi si organizzarono in cellule e in seguito in agglomerati di celle e da ultimo in organismi specializzati con tanto di membra per il movimento. Essi erano capaci di comprendere e scegliere una direzione nello spazio così dovettero sviluppare modi per riconoscere un percorso e successivamente per giudicare se questo fosse un buon percorso e come fosse possibile evitarne uno inadeguaato.
Essi svilupparono la vista e la rappresentazione simbolica che sono il livelli più elementari della comprensione e conferiscono il potere di dare i nomi e di ricordarli e riconoscerne l' appartenenza.
Per primo venne pronunciato il nome “ora” per secondo “dopo” per terzo “domani” essi si misero in fila e si rincorsero sino a formare il futuro.
Il principio di indeterminatezza li costrinse a creare il presente: l' attimo e la posizione prima e dopo il movimento.
Da lì' guardarono indietro e videro il passato.
E fu così che passato, presente, futuro si congiunsero e fu loro dato il nome del tempo.
La conoscenza nacque quando un elemento venne analizzato e combinato in modo tale che l' elemento medesimo mutò il proprio stato in conseguenza della collisione con altri. Ne scaturì un rilascio di energia che diede origne al principio di realtà con: osservazione, constatazione, verifica e consapevolezza.
La forma più alta di conoscenza, quella che nessuno poteva comprendere, ma che operava prodigi, fu chiamata magia.
(da: Memorie di Etchum, il drago)
