Cronaca di San Martino 2025

Vikingo abbronzato

Il sole splende, l' erba è verde e il cielo azzurro chiaro. Decido di uscire e provare a godermi la mattinata.

Casco in testa, guantoni ben calzati. Lo scooter si avvia tossicchiando per il freddo, dà un paio di sputacchi, ma poi prende un ritmo regolare: fa le fusa.

La mia caffetteria preferita non è lontana, solo qualche senso unico più in là.
Arrivo, metto lo scooter sul cavalletto, attraverso la strada ed entro nel profumo di caffè, pane tostato e tramezzini appena fatti.

Ciao Marta, saluto. Risponde con un sorriso accogliente e un "cosa ti preparo?"
"Brioche-piccola, acqua minerale e caffè, grazie".

Mi siedo al tavolo, dietro la vetrina che dà sull' incrocio.  Mordo la brioche e osservo il via vai della gente che passa.
Al diavolo l' indigenza oggi si fa colazione come i signori.

All' angolo  della strada un "Vikingo abbronzatissimo" è al lavoro:  infligge un mellifuo "buongiorno" a coloro che passano. Qualcuno  paga  il pedaggio, per proseguire senza intoppi o  sopire il fastidio o i sensi di colpa: un euro.  Altri tirano dritto. Quasi nessuno gradisce il saluto.

Una signora, non più giovane, cammina immersa nei propri pensieri. Il Vikingo le si para davanti. Lei armeggia con un sacchetto che tiene col braccio, tira fuori un pane e glielo porge. E' un gesto spontaneo: un pane croccante, innocente e dorato. Roba da sei euro al chilogrammo. Lui lo prende con due dita, perplesso. Non se l' aspettava.

Mi alzo dalla sedia, vado a pagare e saluto il personale del bar. Ci vedremo sabato mattina per il solito caffè con gli amici.
Prima di attraversare, mi asciugo il naso con una salvietta e vado a gettarla nel cestino. Là, sul fondo, con tutta la propria intatta innocenza c' è il panino dorato.

Mentre lo incrocio il Vikingo mi fissa negli occhi e non è amicizia, quella che vedo.
Sostengo lo sguardo,   raggiungo lo scooter e me ne vado.